Un team ha già tutte le risorse per risolvere un problema. Basta cercarle! Un esempio pratico di team coaching.
Il cambiamento accade continuamente: il nostro obiettivo è identificarne ed amplificarne le parti utili.
Mark McKergow
E’ uno dei cardini del Solution Focus e significa che nella realtà quotidiana ci sono (ci sono stati e ci saranno) migliaia di piccoli momenti, micro-eventi, che se ben isolati ed analizzati sono di enorme aiuto per giungere alla soluzione di una situazione difficoltosa. Questi “micro-momenti” sono sparsi qua e là in giro per la nostra esistenza, nel passato, nel presente e nel futuro; bisogna solo avere la pazienza e la capacità di individuarli, farli emergere ed imparare da essi per muoversi verso la soluzione.
Qualche tempo fa ho lavorato con un gruppo di manager in un team coaching con l’obiettivo di ricostruire un clima di collaborazione. Dalle interviste condotte con ognuno di loro, era chiaro che l’atmosfera sarebbe stata particolarmente “frizzantina”. Loro pensavano di aver bisogno di qualcuno che “insegnasse” loro a collaborare, ma io sapevo che erano già in grado di farlo da soli.
Ecco com’è andata!
Le risorse nel presente: cosa succede quando il problema non c’è?
Dopo una breve introduzione nella quale ho condiviso le informazioni iniziali, ho lanciato la prima domanda, alla ricerca delle loro risorse verso la soluzione: “Cosa sta già funzionando tra di voi?“. In effetti erano tutti preparati a elencare cosa NON stava funzionando in quel momento (e soprattutto per colpa di chi…) mentre questa domanda li ha colti un po’ in contropiede. Hanno esitato parecchio prima di iniziare a buttare giù qualcosa, ma poi ognuno di loro ha cominciato a scrivere qualche riga. In realtà alla fine della prima ora di meeting, stavano ragionando insieme su quali fossero i momenti, gli eventi e le situazioni durante i quali risultava loro chiaro che la tanto anelata “collaborazione” si stava già manifestando. Era un modo interessante per focalizzare la loro attenzione sui piccoli momenti nei quali “il problema dell’assenza di collaborazione non si manifestava”! E, incredibilmente (per loro!), li stavano ritrovando!
Le risorse dal passato: quando la soluzione si è già manifestata ieri!
“Quali situazioni complicate avete gestito in perfetta collaborazione nel recente passato? Come avete fatto“
“Quali esempi emblematici di collaborazione interdipartimentale potete citare? Come li avete gestiti?“
Sono due delle possibili domande con le quali il team di manager ha identificato delle situazioni difficili ampiamente risolte nel passato. Queste situazioni vengono definite “sparkling moments” da alcuni practitioner del Solution Focus ed in effetti possono essere a tutti gli effetti identificati come quei momenti, passati, in cui il team ha messo in atto delle strategie che gli hanno permesso di superare “brillantemente” delle situazioni difficili, proprio usando la collaborazione.
Quale migliore modo per far si che il team “si autoriconoscesse” di avere in se già tutte le risorse per affrontare con successo momenti di bassa collaborazione, visto che ne aveva già superati altri nel passato?
Le risorse del futuro: ritorno al futuro perfetto!
“Cosa volete che accada e quali saranno i primi segnali che sta accadendo?“
Attraverso questa domanda (ed altre simili), il team ha finalmente identificato con chiarezza quali sarebbero stati i segni tangibili della collaborazione tra i diversi manager in differenti situazioni.
Esplicitare con degli esempi pratici i “primi segnali” della collaborazione, oltre a tracciare con esattezza il disegno finale, aiuta anche a focalizzare l’attenzione sui primi indizi del cambiamento in atto e fornisce una evidenza dell’impegno del singolo e del team nella direzione voluta. E saranno proprio questi primi indizi di cambiamento a fornire il carburante al team per persistere nel proprio percorso di miglioramento!
A powerful question alters all thinking and behaving that occurs afterwards
Marilee Goldberg, “The Art of the Question”
La capacità di aiutare a riscoprire risorse è tipica del Solution Focus; secondo questo approccio difatti non è mai necessario analizzare troppo le cause del problema né tantomeno è necessario “inserire” qualcosa dall’esterno (metodi, nuove opzioni, ulteriori informazioni, a meno che non siano esplicitamente richieste dal cliente) perché chi sta affrontando il cambiamento ha già tutte le risorse a propria disposizione per poterlo portare a termine con successo.
Quando stai cercando la soluzione, parti da ciò che ha funzionato, che sta funzionando e che vorresti funzionasse! E’ più semplice!
3rd SFIO Italian Chapter Meeting? Got it!
We did it! The third meeting of SFIO Italian Chapter is over! And it was a great success!
In an intense day of work, in the beautiful (and very comfortable) location of OpenMilano, carefully researched by Chris Bekker, thanks to the passionate participation of guests, interesting reflections emerged, a wonderful atmosphere was created and important experiences were told directly by the main players.
Success stories: a truly valuable element!
Two important success stories about using solution focus as a tool for two typical business situations were particularly appreciated: improving customer satisfaction and rewriting a team’s internal organisation.
The first business case was presented by Federica Mauri, Customer Experience Manager, Barbara Minuz, Customer Experience Supervisor and Elisa Bettinelli, Customer Experience Specialist of Samsung Italy.

Federica, Barbara and Elisa helped us explore how to apply the principles of Solution Focus to management feedback to make it “positive” and how this process has impacted on the customer experience. A lot of questions were received and very interesting reflections were generated! Thank you girls for your availability and for the opportunity to show also some internal data!
The second case was told directly by the trainer who developed it, Fabio Tognetti. With his usual creativity, Fabio showed how the solution focus approach can be of great help even when a team expresses the need to “take a moment” to rethink the way it is organized and the way it is perceived from the outside. A small detail: if you want to know how Fabio “Fabized” (the term is copyright of Marco Matera) the approach, you have to ask him directly! Bravo Fabio!
The “Solution Focus cards”: let’s try the approach!
And finally, an interesting exercise to practice “really” the solution focus and test its peculiarities: the “solution focus cards”, created for this occasion by Marco Matera.

With the help and guidance of the cards, even those who have never had any experience of coaching could verify how powerful this methodology is to “talk about the solution without necessarily delving into any aspect of the problem.
The discussion after the exercises has brought out precisely this aspect: for each situation analyzed, it has always come to one or more steps forward, without ever having to explore any aspect of the problem.
And last but not least…
In closing, we also took the opportunity to “reward” 3 people for their strong desire to know more about the solution focus: Giuseppe Valenti, Fabio Tognetti and Paolo Guazzotti, three colleagues but also three friends who have been with us and have supported us since the first meeting, now more than a year ago! They went to them as a symbol of our appreciation and that of SFIO Italia, one of the bundles of Solution Focus Cards. Thanks guys, you rock!
At this point all that remains is to meet us by 2020 with everyone!
Stay tuned, stay solution focused!
Il terzo meeting di SFIO Italia? Fatto!
Ci siamo riusciti! Il terzo meeting di SFIO Italian Chapter è terminato! Ed è stato un grandissimo successo!
In una intensa giornata di lavoro, nella bellissima (e molto comoda) location di OpenMilano ricercata con cura da Chris Bekker, grazie alla partecipazione appassionata degli invitati e degli ospiti, sono emerse riflessioni interessanti, si è creata una splendida atmosfera e sono state raccontate importanti esperienze direttamente dai protagonisti
Le storie di successo: un elemento veramente prezioso!
Particolarmente apprezzate due importanti storie di successo sull’utilizzo del solution focus come tool per due situazioni tipiche del business: migliorare la customer satisfaction e riscrivere l’organizzazione interna di un team.
Il primo caso aziendale è stato presentato da Federica Mauri, Customer Experience Manager, Barbara Minuz, Customer Experience Supervisor ed Elisa Bettinelli, Customer Experience Specialist di Samsung Italia.

Federica, Barbara ed Elisa ci hanno aiutato ad esplorare come applicare i principi del Solution Focus al feedback manageriale per renderlo “positivo” e come questo processo abbia impattato sulla customer experience. Tantissime le domande ricevute e molto interessanti le riflessioni che si sono generate! Grazie ragazze per la vostra disponibilità e per la possibilità di far vedere come anche alcuni dati interni!
Il secondo caso invece ci è stato raccontato direttamente dal trainer che l’ha sviluppato, ovvero Fabio Tognetti. Con la sua usuale creatività, Fabio ha mostrato come l’approccio solution focus possa essere di grande aiuto anche quando un team esprime il bisogno di “prendersi un momento” per ripensare al modo in cui è organizzato ed al modo con cui è percepito dall’esterno. Piccolo dettaglio: se volete sapere come Fabio ha “fabizzato” (il termine è copyright di Marco Matera) l’approccio, dovete chiederlo direttamente a lui! Bravo Fabio!
Le “Solution Focus cards”: proviamo l’approccio!
Ed infine, un interessante esercizio per praticare “realmente” il solution focus e testarne le peculiarità: le “solution focus cards”, create proprio per questa occasione da Marco Matera.

Con l’aiuto e la guida delle carte, anche chi non ha mai avuto alcuna esperienza di coaching ha potuto verificare quanto questa metodologia sia in grado di essere utile per “parlare della soluzione senza necessariamente approfondire qualsiasi aspetto del problema”.
La discussione successiva agli esercizi ha fatto emergere proprio questo aspetto: per ogni situazione analizzata, si è sempre giunti ad uno o più passi in avanti, senza mai dover esplorare qualsiasi aspetto del problema.
E per finire…
In chiusura, abbiamo anche approfittato per “premiare” 3 persone per la loro ferrea volontà di sapere sempre di più sul solution focus: Giuseppe Valenti, Fabio Tognetti e Paolo Guazzotti, tre colleghi ma anche tre amici che sono stati con noi e ci hanno sostenuto sin dal primo meeting, ormai più di un anno fa! A loro sono andati come simbolo del nostro apprezzamento e di quello di SFIO Italia, uno dei mazzi di Solution Focus Cards. Grazie ragazzi, you rock!
A questo punto non rimane che darci appuntamento al 2020 con tutti!
Stay tuned, stay solution focused!
Eccoci di nuovo! Il 3° meeting di SFIO Italian Chapter è pronto!
Noi ci siamo, siamo pronti!
E stavolta sarà solo pratica: esercizi, giochi e case history direttamente dal mondo “reale” presentate direttamente dai protagonisti saranno il focus di sabato 14 dicembre!
Sappiamo bene che “il gioco è una cosa seria” ed è per questo che lo useremo per focalizzarci sulla soluzione!!
Pronti per giocare? Iscriviti qui!
We are ready to go!
And this time it’ll be only practical: exercises, games and “real world” cases histories will be the focus of Saturday 14th December!
We perfectly know that “game is a serious thing” and this is the reason we will use it to focus on solution!
Are you ready to play? Enroll here!
Pensare in termini di soluzione amplia le nostre prospettive, focalizzarsi sui problemi le riduce…
Ma cosa significa davvero “pensare in termini di soluzione?”
- concentrarsi su ciò che sappiamo fare, non su dove non riusciamo,
- ragionare di risorse, non di ciò che manca
- riflettere sulle possibilità, non sui vincoli
- costruire sulle idee degli altri, non scartarle
- concentrarsi sulle uguaglianze, non sulle differenze
- immaginare nuovi scenari, non elencare le difficoltà
- osservare i progressi, non focalizzarsi su ciò che ancora manca…
E per te, cosa significa “pensare in termini di soluzione?”
Come definire il piano aziendale di sviluppo a medio termine utilizzando il Solution Focus: il caso Wavin Italia spa.
L’inizio della storia…
“Ciao Carlo abbiamo bisogno di qualcuno che ci aiuti a definire insieme ciò che vogliamo essere tra 5 anni, come puoi aiutarci?”
Questo l’inizio della chiamata che ricevo a metà marzo dall’HR e dal TD di Wavin Italia spa, azienda con la quale collaboro ormai da anni, verso la quale provo una profonda stima, oltre che altrettanta amicizia ed affetto per tutte le persone che vi lavorano. Ciò che mi chiedono è facilitare un workshop durante il quale il management dell’azienda (composto da 7 persone) vuole fermarsi a riflettere su cosa sarà Wavin tra qualche anno e sulla definizione dei primi passi da compiere.
Già il fatto che il management di un’azienda voglia trovare il tempo di “fermarsi a pensare” mi fa letteralmente commuovere… mi vengono in mente decine di manager che pensano di “non potersi permettere di potersi fermare…” nemmeno per due ore di presenza all’interno di un percorso di formazione sulle proprie prime linee…
Chiarito subito che non sarei stato certo d’aiuto come “esperto di soluzioni e/o di settore” (ma si trattava di uno scrupolo solo personale, loro due lo sapevano già perfettamente!!), mi metto immediatamente all’opera nella progettazione basandomi, come sempre, sul Solution Focus.
I riferimenti di base e lo sviluppo del progetto
Il libro dal quale prendo spunto, in particolare, è “Solution Focus Team Coaching“, di Kirsten Dierolf, una delle più grandi esperte, divulgatrici e facilitatrici di questo approccio (oltre che la mia mentor nel mio percorso di certificazione ICF ed una delle migliori persone che abbia mai incontrato…).
Grazie ai suoi suggerimenti, decido di presentare all’azienda un progetto in perfetto stile Solution Focus, cioè breve, pragmatico ed operativo; niente fronzoli, niente teorie, niente soluzioni precostituite; 2+1 fasi: le prime due sono “mandatory” e da fare subito, mentre la quarta è facoltativa ed un pò in là nel tempo. Eccole qui:
- interviste individuali ai partecipanti per delineare le loro attese, le criticità che intravedono e ciò che si auspicano; il tutto viene condensato in un report che invio a tutti loro, chiedendo di leggerlo e di preparare alcune considerazioni per il giorno del workshop;
- la seconda fase è il workshop stesso, che durerà una giornata;
- la terza fase è un follow up, non mandatorio, che avverrà non prima di un trimestre e solo se l’azienda lo riterrà opportuno.
Lo sviluppo del workshop
Il workshop è ovviamente il cuore dell’intero lavoro, anche se le fasi preparatorie (intervista, report e redistribuzione “guidata” dello stesso), sono altrettanto importanti anche se meno “visibili”. Erika, l’esplosiva HR Manager di Wavin, ha intanto trovato una location incantevole che ospiterà l’offsite meeting e che aiuterà molto la concentrazione dei partecipanti.

La giornata si svolge seguendo questo programma:
- apertura e presentazione dei lavori da parte mia, con chiarimenti sulla metodologia che verrà utilizzata;
- breve presentazione della situazione competitiva attuale e prospettica del settore in cui Wavin opera, da parte del TD;
- breve analisi dei risultati delle interviste, con condivisione delle considerazioni dei singoli partecipanti;
- identificazione dei punti di forza dell’azienda e su cosa dobbiamo invece tenere in considerazione se vogliamo svilupparci concretamente;
- definizione del “Futuro perfetto” dell’azienda tra 5 anni;
- determinazione dei primi passi da muoversi verso il proprio futuro perfetto (chi fa cosa, entro quando, con quali obiettivi rispetto alla visione generale, quando ci rivediamo per aggiornare il tutto).
Perché il Solution Focus in questa situazione?
I risultati del workshop sono stati, secondo la valutazione dei partecipanti e dei committenti, sia a caldo che alcune settimane dopo, molto positivi ed il merito va principalmente alla loro abilità di mettersi in gioco con energia, passione ed intelligenza.
L’utilizzo dell’approccio Solution Focus ha dal proprio canto aiutato concretamente tutti ad orientare i propri pensieri nella direzione corretta: cercare opportunità e soluzioni, descrivere concretamente azioni e visione, osservare le criticità che inevitabilmente fanno parte della vita aziendale dal punto di vista della soluzione, sono le conseguenze tipiche di questo modello, che inevitabilmente facilita il raggiungimento di una visione condivisa e la predisposizione di soluzioni salde ed “ecologiche”.
Particolarmente interessante è la fase della descrizione del “Futuro perfetto”, durante la quale si dà ampio risalto alla creatività ed alla intuizione personale, ben salda e bilanciata dagli aspetti “realistici” emersi precedentemente.
Naturalmente in questi giorni mi hanno anche confermato che sono già all’opera sui primi passi del loro piano d’azione ed io non vedo l’ora di vedere i primi risultati! Forza ragazzi!
The future is both created and negotiable…
Insoo Kim Berg
Can the Solution focus and “User’s guide to the future” concepts be used for the definition of the company vision?
The power of future perfect
The concept of “Future Perfect” is an awesome metaphor that can help people and organizations to describe with many details how will be different the “dreamed” situation from the present.
The specific description of the future perfect has also the power to raise the focus towards a “touchable” goal, so to help people also to define the very next steps that can guide them toward that future.
And what about the plan?
Usually the definition of a good future vision has to be accompanied to a good plan that design the route to that future. And usually this phase of the strategic planning can fail because the difficulty of the estimation of every single unforeseen that can happen on the road. So it happens that, after a big effort on designing the final vision, the plan is less useful exactly for this reason.
In order to overcome this problem it can be very interesting to use the concept of the “User’s guide to the future”, presented by Mark McKergow and Peter Röhrig (thanx guys, great job!) during the Budapest SOLWorld.
In a nutshell, the concept says that we don’t need to give a very high level of attention to different level of “future”. The image explain very well what I mean.
And what about the accountability?
Having created a plan with the help of this concept, in which way it can help to remain accountable to the plan itself?
The most important concept that has to be clarified before starting the workshop is linked to the fact that the very next steps and all the plan has to be reviewed periodically in order to implement as soon as possible all the changes that the reality imposes.
Of course, different levels of future deserve different timing of review. The nearest need to be reviewed very often, instead the furthest need longer review periods.
So what?
I’ve used all the concepts described during a workshop with a company and in this moment i’m preparing the complete article on the work; I’ll publish it as soon as possible.
Please, send me your consideration and stay tuned!
The future is both created and negotiable
Insoo Kim Berg
3rd of May: the Solution Focus Day. A worldwide event!
Today the big family of the Solution Focus in the World is moving! It’s a “good” movement because every year the 3rd of May is the “Solution Focus Day” and it’s celebrated everywhere in the world!
In every part of the world, all the communities of practitioners have organized meetings, real and virtual, during which they are talking about their activities, their successes, their researches and their presence.
This year the online presence of the communities of practitioners is very wide and many meetings are programmed for today.
Here’s a list of some of them; if you are interested, please follow the links and take part to them. But be careful: some meetings are dedicated only to SF practitioners, some others can be viewed from everyone.
- From Sweden
- From SFIO Online Chapter
- From Singapore
- From New Zealand
- From Germany (the event has a cost)
- From Holland
- From the group “SF World Day“
Others initiatives?

To celebrate this day, some from the elite of the SFIO contributors have published a book aimed at business leaders: “Sustainable Solutions for Leaders: A fresh, fast approach”. You will find it on Amazon (this is the link) just at 2,99€. It is a short, practical and useful book that helps leaders to be more effective during the change they have to promote and sustain in their organizations, using the Solution Focus tools. In that book you’ll find suggestions on how SF helped organizations to implement change programmes, to meet agile changes or to improve interactions between members.
Why the 3rd of May?
The reason why this day is dedicated to SF is well explained on the facebook webpage of the SF World Day.
“Steve de Shazer and the team at Brief Family Therapy Centre (BFTC) did away with homeostasis and killed resistance (they built a shrine and buried it in one of the observation rooms at BFTC in 1978) and instead invented collaboration as a metaphor for the interaction between the family/client and therapist/team. This is much more than a simple change of words. Once you stop seeing “resistance” and instead sees “collaboration” it systematically changes your behavior as a therapist and it changes the interactional patterns in the system of “family-therapy-as-a-system”. Thus new patterns of interactions developed that could no longer be adequately described within the old theories. New concepts had to be developed so that the new interactional patterns could be included in the theory.
Solution Focused Brief Therapy could not have happened if this shift had not been in place. The paper “The death of Resistance” was published in 1984. The first attempt at publishing it was in 1979 and it was rejected 17 times.
The acceptance date for publication in Family Process was May 3’d 1983.“
And Italy?

Italy will be present in 2 different ways: the first is hosting an EBTA conference on “Dialoghi: la relazione nei gruppi” held by “Fondazione Franceschi”, and the SFIO Italian Chapter will be present with Marco Matera, a very important italian voice in the Solution Focus environment. The second presence of Italy in the celebration of the Solution Focus Day will be participating to the online events of the international communities.
Please, contact me if you want to learn more on Solution Focus here in Italy and in the World.
Miracoli e goal setting: il Solution Focus all’opera
E’ risaputo che per poter affrontare qualsiasi cambiamento è necessario che l’obiettivo finale sia specificato nel modo migliore possibile.
Ci sono molte tecniche che ci aiutano in tal senso; come ad esempio l’acronimo “SMART” che ci ricorda gli elementi di base per definire un obiettivo ben formato (specificità, misurabilità, raggiungibilità, rilevanza e tempificazione, come descritto in questa pagina di wikipedia) oppure come alcune regole di base che ci supportano (definire gli obiettivi in modo positivo, usare un approccio “sensorialmente basato”, verificarne l’ecologicità ovvero il loro equilibrio rispetto al nostro sistema di valori e convinzioni).
Ma nonostante l’ampiezza della letteratura in materia, definire correttamente l’obiettivo di un processo di cambiamento sembra essere uno degli scogli più difficili da superare e questo sia per un singolo individuo che per un team o per una organizzazione. E ciò capita perché:
- la situazione “di arrivo” sembra essere molto complessa;
- c’è una oggettiva difficoltà a “rendere numerici” alcuni elementi qualitativi (pensate a come descrivere in termini qualitativi il miglioramento della relazione professionale con il proprio capo).
Come si può quindi anche in queste situazioni riuscire a delineare degli obiettivi che, seppur complessi, siano veramente rappresentativi della situazione in cui vorremmo trovarci alla fine di un faticoso ed impegnativo processo di cambiamento?
L’approccio Solution Focus risulta estremamente utile in questa situazione, perché ci fornisce uno strumento molto potente che è la “domanda del miracolo”o “miracle question“. Al di là dell’origine del nome, che approfondirò in un altro post, si tratta di un processo pragmatico, molto fluido ed altrettanto creativo per definire un obiettivo; i risultati che si ottengono sono particolarmente interessanti, visto che porta a lavorare unicamente su esempi positivi di comportamento.
Per procedere dobbiamo portare il cliente a fare la seguente riflessione, strutturata in questo modo: “Immagina che alla fine di questa sessione tu esci di qui e continui normalmente la tua vita, vai a casa e stasera vai a dormire. Durante la notte però accade un miracolo e la situazione che ti ha portato qui si è risolta completamente nel migliore dei modi possibili. Tutto però è avvenuto mentre dormivi e quindi al tuo risveglio non sei affatto consapevole che il miracolo sia avvenuto. Ma man mano che inizi la tua giornata ti accorgi che qualcosa deve essere cambiato e che qualcosa di veramente importante è avvenuto… Descrivimi cosa noti di diverso dal solito al tuo risveglio…“
A questo punto le domande successive non dovranno fare altro che aiutare la persona che sta rispondendo ad approfondire tutti gli aspetti che sta osservando nella “nuova” situazione, aiutandolo anche ad utilizzare punti di vista ulteriori, come quelli di altre persone coinvolte nella situazione.
Questo modo di identificare un obiettivo, rende tutto molto più semplice perché aiuta a concentrarsi direttamente su quegli aspetti che il cliente ritiene rilevanti nella situazione, tralasciando aspetti secondari e facendo emergere “esempi specifici di comportamento“. Sono proprio questi ultimi (e la ricchezza di dettagli che emergeranno) che costituiranno alla fine un quadro preciso che descriverà con precisione l’obiettivo finale.
Ed ora tocca a voi: identificate una situazione nella quale vorreste applicare questa metodologia ed iniziate a scrivere le risposte alla domanda che vi ho illustrato sopra. Cosa notate di diverso rispetto ad altri metodi di identificazione degli obiettivi?
Un viaggio di mille miglia inizia sempre con un piccolo passo…
Percorrere la strada verso la soluzione a piccoli passi conviene
Qualsiasi grande impresa è stata compiuta compiendo un passo dopo l’altro; ogni marcia, ogni maratona, ogni impresa sportiva ed umana in generale ha avuto uno sviluppo progressivo dove la costanza e la motivazione verso l’obiettivo sono state mantenute per un periodo di tempo abbastanza lungo per completare l’opera, tenendo sempre chiaro e definito davanti ai propri occhi il punto di arrivo. Questa “regola di vita” è una delle basi del metodo Solution Focus. Inutile cimentarsi su modifiche “strutturali” e drastiche di una situazione, la stanchezza, la demotivazione ed altre distrazioni potrebbero entrare in gioco e annullare la volontà.
Questa “regola di vita” è una delle basi del metodo di approccio alla soluzione. Inutile focalizzarsi su modifiche “strutturali” di una situazione, la stanchezza, la demotivazione ed altre distrazioni potrebbero entrare in gioco e annullare lo sforzo iniziale.
I piccoli passi vanno amplificati per generare un grande effetto
Inoltre compiere piccoli passi, ed essere consapevoli dei loro effetti sulla realtà circostante, da un lato costituisce una facilitazione del percorso verso un cambiamento, dall’altra aiuta a rendersi conto che quel risultato finale (nel solution focus definito “futuro perfetto”) all’apparenza così lontano ed irraggiungibile (tanto da definirlo “perfetto”, appunto) è in realtà meno difficile e più accessibile di quanto immaginavamo inizialmente.
Questo effetto, noto con il nome di “ripple effect” o in italiano reazione a catena, ci dà modo di accedere a nuove risorse sulla base delle piccole modifiche che compiamo su noi stessi, sulla situazione o sulla relazione, nello stato iniziale.
Ciò significa che se voglio ottenere un grande cambiamento, dovrò concentrarmi su quei passi che genereranno il maggior effetto nel minor tempo e con il minor sforzo.
Questo modo di affrontare il tema del cambiamento costituisce peraltro uno dei principali basics del metodo, come già chiarito in questo post.
Riassumiamo quindi i benefici:
- semplicità dell’esecuzione
- mantenimento della motivazione e del commitment
- basso impatto temporale
- benefici immediatamente visibili
- rapida modifica della situazione iniziale
- sensazione di “controllabilità”
- sensazione di minor difficoltà
E quindi, quale potrebbe essere il prossimo piccolo passo verso il tuo futuro perfetto?
Anche un viaggio di mille miglia inizia con un singolo piccolo passo…
Lao Tzu










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