Se puoi sognarlo, puoi farlo…
Riflettere e ripartire di slancio!
“Se puoi sognarlo, puoi farlo” è una delle frasi motivazionali più utilizzate ed è attribuita (erroneamente) a Walt Disney. Ma indipendentemente da chi l’abbia effettivamente pronunciata però, è una frase che racchiude una forza importante ed una altrettanto importante verità: se riesci ad immaginarti il tuo futuro, hai già compiuto uno dei passi più importanti verso di esso.
Eppure non sembra facile farlo; appena iniziamo a rifletterci su, ci vengono immediatamente in mente le difficoltà che dovremmo superare, ciò che non siamo riusciti ancora a superare e tutto ciò che “manca” e questo tende a distrarci e, perché no, a ridurre la nostra spinta motivazionale.
Infine, chiedersi “come vorrei che fosse” non sembra essere una domanda di grande ispirazione per poter scatenare la nostra immaginazione rispetto ai nostri obiettivi.
E se cambiassimo le domande?
Eppure sappiamo bene che “l’energia va laddove l’attenzione è indirizzata“, quindi significa che se riuscissimo a rivolgere la nostra attenzione verso ciò che realmente ci interessa (ciò che vogliamo realizzare) e non ciò che ci ostacola, probabilmente avremmo fatto un grande passo avanti.
Qualche suggerimento in questa direzione potrebbe arrivare da queste domande:
- immagina di essere alla fine del 2022 e che tutto ciò che ritieni importante sia realizzato, cosa sarebbe diverso?
- cosa noterebbero gli altri intorno a te?
- cosa sta già andando nella giusta direzione già adesso?
- quale potrebbe essere un ulteriore passo avanti verso i tuoi obiettivi?
E se ci riflettessimo insieme?
Questo semplice esercizio ha anche bisogno di un momento “dedicato” di riflessione ed è per questo che ho immaginato di creare uno spazio durante il quale facilitare un gruppo di persone che vogliono concedersi un’ora per immaginare il proprio 2022 in un modo diverso. L’incontro sarà ovviamente virtuale, il 13 gennaio dalle 18 alle 19.
Non sarà un gruppo nel quale condividere i propri pensieri, ma un momento riservato ed intimo in cui rilassarsi e lasciarsi guidare per immaginare ciò che vorremmo che avvenisse entro la fine del prossimo anno. Potrai partecipare anche a video spento se vorrai e gli unici strumenti che dovrai avere a disposizione saranno un foglio di carta ed una penna.
Qui il link per iscriversi.
I tuoi primi passi verso il tuo nuovo 2022 ti aspettano!
Lezioni di guida pratica Solution Oriented
Il Solution Focus non è solo una “tecnica” o un “modello” di coaching, ma un vero e proprio stile di vita, utile ed efficace. Volete provare? Ecco un esempio!
Da qualche settimana sono alle prese con le lezioni pratiche di guida per mio figlio… ben ricordando quali fossero state le mie difficoltà durante i miei primi tentativi alla guida, ho deciso di “testare” quanto un approccio orientato alla soluzione potesse essere utile nel rendere semplice qualcosa che per me semplice non era stato.
Qui di seguito vi riporto il dialogo che abbiamo avuto durante una delle primissime sessioni.
Papà “Cosa vorresti ottenere da questa sessione di guida pratica?”
Ale “Vorrei imparare bene la partenza da fermo”
Dopo qualche tentativo fatto senza fornire grandi spiegazioni, gli ho chiesto “ok, ora dimmi, cosa vorresti modificare nella partenza?”
Ale “vorrei diventare più fluido..”
Papà “Benissimo allora facciamo così: su una scala da 1 a 10, dove 10 è la massima fluidità che tu possa immaginare, dove ti trovi adesso?”
Ale “sono a 1…”
Papà “ok, allora concentrati proprio su questa scala e fai un ulteriore tentativo aumentando la sensazione di fluidità…”
Ale fa un paio di tentativi e poi gli chiedo di nuovo “ok, come sei sulla scala di prima?”
Ale “sono a tre!”
Papà “wow! cosa c’è di diverso a tre rispetto ad 1?”
Ale “si, riesco a staccare la frizione solo un pò, poi a lasciarla a metà un attimo, poi quando sento l’auto muoversi la lascio del tutto…”
Papà “Bel lavoro! riprova ancora continuando a salire un altro pò sulla scala… ok?”. Lui fa ancora qualche tentativo poi gli chiedo “Dove sei ora?”
Ale “credo di essere a 4 perché sento che il movimento del piede sta diventando più continuo, senza scatti…”
Papà “ottimo, fai ancora qualche tentativo provando a muoverti sulla scala della fluidità, poi mi dici cosa senti di diverso…”
E così via…
Alla fine della oretta e mezza Ale riusciva a far partire l’auto senza grandi sobbalzi e soprattutto aveva “auto-definito” il proprio sistema di apprendimento su quello specifico movimento, iniziando anche ad auto-correggersi…
Naturalmente da qui a “guidare bene” ne passerà ancora, ci vorranno tempo e pazienza (anche da parte mia, soprattutto nel mordermi la lingua per evitare di dare qualche suggerimento) nonché lezioni con esperti del settore per acquisire le nozioni “stradali”, ma la strada sembra in discesa (perdonate il gioco di parole) e soprattutto meno traumatica di quella che ricordavo io…
Se vi va di approfondire di più su come poter utilizzare questo approccio alla soluzione non solo nella vostra professione ma anche nella vostra vita personale, perché non partecipate ad una demo gratuita? Contattami!


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