Mese: Novembre 2019

Eccoci di nuovo! Il 3° meeting di SFIO Italian Chapter è pronto!

Noi ci siamo, siamo pronti!

E stavolta sarà solo pratica: esercizi, giochi e case history direttamente dal mondo “reale” presentate direttamente dai protagonisti saranno il focus di sabato 14 dicembre!

Sappiamo bene che “il gioco è una cosa seria” ed è per questo che lo useremo per focalizzarci sulla soluzione!!

Pronti per giocare? Iscriviti qui!


We are ready to go!

And this time it’ll be only practical: exercises, games and “real world” cases histories will be the focus of Saturday 14th December!

We perfectly know that “game is a serious thing” and this is the reason we will use it to focus on solution!

Are you ready to play? Enroll here!

Pensare in termini di soluzione amplia le nostre prospettive, focalizzarsi sui problemi le riduce…

Ma cosa significa davvero “pensare in termini di soluzione?”

  • concentrarsi su ciò che sappiamo fare, non su dove non riusciamo,
  • ragionare di risorse, non di ciò che manca
  • riflettere sulle possibilità, non sui vincoli
  • costruire sulle idee degli altri, non scartarle
  • concentrarsi sulle uguaglianze, non sulle differenze
  • immaginare nuovi scenari, non elencare le difficoltà
  • osservare i progressi, non focalizzarsi su ciò che ancora manca…

E per te, cosa significa “pensare in termini di soluzione?”

Focalizzarsi sul cambiamento e non sul risultato finale.

In una realtà mutevole e fluida, che senso ha focalizzarsi sul risultato finale?

Meglio tenere sotto controllo il cambiamento, i progressi, l’evoluzione rispetto allo stato precedente ed aggiornare continuamente ciò che facciamo in funziona dei cambiamento a cui andiamo incontro…

Soluzioni e problemi

“Almost every problem contains an element of solution…”

Insoo Kim Berg

“Quasi ogni problema contiene in se un elemento della sua soluzione…”

Una delle citazioni di Insoo Kim Berg, tra le prime persone ad aprire la strada verso quello che diventerà il modello “Solution Focus”.

Dentro i problemi ci sono gli elementi della soluzione, ma per riuscire a guardare i problemi senza farsi trascinare da essi c’è bisogno di un modo “diverso” di osservarli: c’è bisogno di allenare l’occhio a “guardare dentro i problemi verso la soluzione”, c’è bisogno di “fidarsi” del fatto che la soluzione è lì e che le altre persone coinvolte hanno la tua stessa voglia di uscirne, c’è bisogno anche di fidarsi della propria abilità a trovarla la soluzione…

Tutto questo mi ricorda molto la scena di “Patch Adams” in cui Arthur gli chiede “Quante dita vedi? Concentrati sulla soluzione, non sul problema…”

Ecco, questo è il nocciolo del Solution Focus: riuscire a creare quella attitudine personale che ci permette di guardare il problema cercandone la soluzione, senza fermarsi ad una mera analisi.

Le 3 domande chiave della “Solution focus conversation”: vuoi provarle “live”?

Conversazioni difficili

Il tuo capo ti sta affidando un compito che ritieni troppo complesso; sei di fronte ad un collega che si lamenta del ritardo con cui hai completato la tua parte di report; sei con tuo fratello e state discutendo sulla sistemazione della casa di montagna dei vostri genitori…

Tutte conversazioni che se non ben gestite possono sfociare in incomprensioni ed avere delle conseguenze relazionali impreviste.

Sono conversazioni complicate, in cui le emozioni possono prendono il sopravvento sulla razionalità. Sono conversazioni difficili, complesse, in cui la difficoltà non sta tanto nell’argomento in se, ma piuttosto nel tono relazionale ed emotivo di chi vi partecipa (noi inclusi, ovviamente!); così il dialogo diventa estenuante e la soluzione si perde in mille rivoli inutili.

Mantenere la strada in tre step!

Insomma: il difficile, in questi momenti, è proprio identificare rapidamente e mantenere il giusto orientamento verso la soluzione! Proprio in casi del genere il metodo Solution Focus può aiutare a “mantenere la strada” lasciando nel contempo intatta la relazione tra le parti e se possibile, migliorarla.

Come? Tre domande fondamentali. Eccole:

  1. Cosa vogliamo ottenere con questa conversazione?
  2. Cosa sta già funzionando che non deve essere modificato?
  3. Quale deve essere il prossimo piccolo passo da compiere?

Come è facile notare, i tre passi sono in realtà una sorta di “estratto” del metodo Solution Focus; sono utilizzabili in qualsiasi conversazione per assicurarne l’efficacia e nel contempo ridurre al minimo le probabilità di accendere un conflitto.

Facciamo pratica insieme?

Semplice, vero? Si, ma il fatto che sia semplice non significa che sia facile!

Per aiutarti a sperimentare questo metodo ho deciso che sarò a tua disposizione per 20 minuti per una breve sessione di “Solution Focus Conversation”. Inviami la tua richiesta mediante il form nella mia pagina dei contatti; sarà mia cura ricontattarti e fissare con te i tuoi 20 minuti!

Ovviamente non potrò accontentare troppe persone perciò, per questa volta, mi concentrerò solo sulle prime 5 richieste che riceverò.

Contattami! E mi raccomando, occhio alla strada verso la soluzione!

L’importanza del coaching nella leadership.

In questo ottimo articolo di HBR, viene evidenziato quanto sia necessario che un leader sia in grado di essere coach, seppur con stili diversi in situazioni differenti.

Il classico “command and control” sta definitivamente lasciando il passo ad uno stile di guida più orientato allo sviluppo delle persone, ricalcando esattamente quanto ICF sottolinea come definizione di “coaching”: “partnering with clients in a thought-provoking and creative process that inspires them to maximize their personal and professional potential“.

Il concetto è ancora significativamente lontano dalle organizzazioni, che preferiscono leader che “tell and sell” piuttosto che “ask and listen”.

Proprio ieri durante una sessione di coaching in una grande azienda, una middle manager evidentemente molto ben dotata delle abilità di “ask and listen”, mi raccontava la sua frustrazione quando, pur ottenendo ottimi risultati professionali e mantenendo buone relazioni lavorative, viene spronata dalla propria manager, ad essere più “esigente, a non soffermarsi troppo nell’ascoltare i problemi altrui e ad essere più direttiva”…

Speriamo che questo articolo apra la mente più dei risultati…