“C’è un tesoro in ogni dove…”
Quando l’altro giorno ho letto questa striscia, mi sono venuti in mente alcuni aspetti del SF che ne catturano l’essenza.
Quando fronteggiamo una situazione difficile, nel lavoro oppure nella vita professionale, siamo talmente concentrati ed immersi “nel problema” che può accadere che ci sfuggano alcuni elementi che potrebbero esserci utili: i tesori, appunto. Riuscire a riportare l’attenzione su questi tesori significa fare dei significativi passi avanti verso la soluzione che stiamo cercando.
Quando si utilizza l’approccio alla soluzione, ci si rende subito conto che i tesori sono talmente diffusi intorno a noi, che è possibile trovarne nel passato, nel presente e nel futuro.
I tesori del passato possono assumere diverse forme: si tratta di persone, risorse ed abilità già in nostro possesso, che ci sono state utili in situazioni passate e che in qualche modo potrebbero aiutarci oggi. Talvolta però può anche trattarsi di “piccole vittorie” che abbiamo riportato e sulle quali non abbiamo ancora riflettuto abbastanza. Quando nel passato hai affrontato una situazione simile a quella attuale, come sei riuscito a gestirla? Chi ti ha aiutato? Quali comportamenti hai adottato che hanno funzionato?
Ma i tesori sono anche “sepolti” nel presente. Nell’affrontare una situazione difficile, ci sfugge che già nell’immediato esistono dei tesori che potrebbero esserci utili. Cosa ci sta aiutando nella situazione attuale? Cosa sta già andando bene? Cosa sta funzionando? Cosa ci dice su di noi ciò che sta avvenendo?
Ed infine, l’approccio orientato alla soluzione è in grado di aiutarci a scorgere anche tesori nel futuro, mediante una chiara e precisa definizione del futuro verso il quale vogliamo andare. Cosa sarà diverso una volta che avrai raggiunto il tuo obiettivo? Cosa farai di differente? Cosa noteranno di diverso gli altri rispetto ad ora? Chi noterà queste differenze? Cosa noterai di diverso una volta compiuto un passo verso il tuo obiettivo?
Ecco i tesori nascosti che l’approccio alla soluzione ci aiuta a scoprire. Naturalmente però per poterli scorgere è necessario saper riguardare le situazioni che abbiamo affrontato, quelle che stiamo affrontando e quelle che stiamo costruendo, con un occhio completamente differente, uno sguardo inesperto, pronto a meravigliarsi di ciò che in fondo sappiamo già, non giudicante e aperto a nuove ed interessanti possibilità.
Senza di esso, i tesori tornano ad essere elementi insignificanti, ovvii e scontati e, per questo, inutili.
D’altra parte, un esploratore deve sapere dove e come scavare ma deve anche saper capire il valore di ciò che sta ritrovando…
Non si vede bene che col cuore; l’essenziale è invisibile agli occhi, ripetè il piccolo principe… (Antoine de Saint Exupèry, “Il piccolo principe”)

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