Come definire il piano aziendale di sviluppo a medio termine utilizzando il Solution Focus: il caso Wavin Italia spa.
L’inizio della storia…
“Ciao Carlo abbiamo bisogno di qualcuno che ci aiuti a definire insieme ciò che vogliamo essere tra 5 anni, come puoi aiutarci?”
Questo l’inizio della chiamata che ricevo a metà marzo dall’HR e dal TD di Wavin Italia spa, azienda con la quale collaboro ormai da anni, verso la quale provo una profonda stima, oltre che altrettanta amicizia ed affetto per tutte le persone che vi lavorano. Ciò che mi chiedono è facilitare un workshop durante il quale il management dell’azienda (composto da 7 persone) vuole fermarsi a riflettere su cosa sarà Wavin tra qualche anno e sulla definizione dei primi passi da compiere.
Già il fatto che il management di un’azienda voglia trovare il tempo di “fermarsi a pensare” mi fa letteralmente commuovere… mi vengono in mente decine di manager che pensano di “non potersi permettere di potersi fermare…” nemmeno per due ore di presenza all’interno di un percorso di formazione sulle proprie prime linee…
Chiarito subito che non sarei stato certo d’aiuto come “esperto di soluzioni e/o di settore” (ma si trattava di uno scrupolo solo personale, loro due lo sapevano già perfettamente!!), mi metto immediatamente all’opera nella progettazione basandomi, come sempre, sul Solution Focus.
I riferimenti di base e lo sviluppo del progetto
Il libro dal quale prendo spunto, in particolare, è “Solution Focus Team Coaching“, di Kirsten Dierolf, una delle più grandi esperte, divulgatrici e facilitatrici di questo approccio (oltre che la mia mentor nel mio percorso di certificazione ICF ed una delle migliori persone che abbia mai incontrato…).
Grazie ai suoi suggerimenti, decido di presentare all’azienda un progetto in perfetto stile Solution Focus, cioè breve, pragmatico ed operativo; niente fronzoli, niente teorie, niente soluzioni precostituite; 2+1 fasi: le prime due sono “mandatory” e da fare subito, mentre la quarta è facoltativa ed un pò in là nel tempo. Eccole qui:
- interviste individuali ai partecipanti per delineare le loro attese, le criticità che intravedono e ciò che si auspicano; il tutto viene condensato in un report che invio a tutti loro, chiedendo di leggerlo e di preparare alcune considerazioni per il giorno del workshop;
- la seconda fase è il workshop stesso, che durerà una giornata;
- la terza fase è un follow up, non mandatorio, che avverrà non prima di un trimestre e solo se l’azienda lo riterrà opportuno.
Lo sviluppo del workshop
Il workshop è ovviamente il cuore dell’intero lavoro, anche se le fasi preparatorie (intervista, report e redistribuzione “guidata” dello stesso), sono altrettanto importanti anche se meno “visibili”. Erika, l’esplosiva HR Manager di Wavin, ha intanto trovato una location incantevole che ospiterà l’offsite meeting e che aiuterà molto la concentrazione dei partecipanti.

La giornata si svolge seguendo questo programma:
- apertura e presentazione dei lavori da parte mia, con chiarimenti sulla metodologia che verrà utilizzata;
- breve presentazione della situazione competitiva attuale e prospettica del settore in cui Wavin opera, da parte del TD;
- breve analisi dei risultati delle interviste, con condivisione delle considerazioni dei singoli partecipanti;
- identificazione dei punti di forza dell’azienda e su cosa dobbiamo invece tenere in considerazione se vogliamo svilupparci concretamente;
- definizione del “Futuro perfetto” dell’azienda tra 5 anni;
- determinazione dei primi passi da muoversi verso il proprio futuro perfetto (chi fa cosa, entro quando, con quali obiettivi rispetto alla visione generale, quando ci rivediamo per aggiornare il tutto).
Perché il Solution Focus in questa situazione?
I risultati del workshop sono stati, secondo la valutazione dei partecipanti e dei committenti, sia a caldo che alcune settimane dopo, molto positivi ed il merito va principalmente alla loro abilità di mettersi in gioco con energia, passione ed intelligenza.
L’utilizzo dell’approccio Solution Focus ha dal proprio canto aiutato concretamente tutti ad orientare i propri pensieri nella direzione corretta: cercare opportunità e soluzioni, descrivere concretamente azioni e visione, osservare le criticità che inevitabilmente fanno parte della vita aziendale dal punto di vista della soluzione, sono le conseguenze tipiche di questo modello, che inevitabilmente facilita il raggiungimento di una visione condivisa e la predisposizione di soluzioni salde ed “ecologiche”.
Particolarmente interessante è la fase della descrizione del “Futuro perfetto”, durante la quale si dà ampio risalto alla creatività ed alla intuizione personale, ben salda e bilanciata dagli aspetti “realistici” emersi precedentemente.
Naturalmente in questi giorni mi hanno anche confermato che sono già all’opera sui primi passi del loro piano d’azione ed io non vedo l’ora di vedere i primi risultati! Forza ragazzi!
The future is both created and negotiable…
Insoo Kim Berg

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