Sei sicuro di non essere già “Solution focused”?
“Cosa accadrebbe di diverso se…?, Come sarebbe la situazione se…?, Cosa vogliamo ottenere?, Cosa possiamo fare per…?, Di cosa disponiamo già…?, Come hai fatto a realizzare…?”
Sono alcune tra le domande che l’approccio alla soluzione utilizza, ma sono anche domande “comuni”, che ci ritroviamo ad applicare nella nostra vita quotidiana.
Non sempre ci riesce facile usarle, non sempre ci arrivano spontanee, soprattutto nel caso in cui ci troviamo in un momento di tensione, di pressione o di conflitto. In quel caso molto più facilmente viriamo su “Ma come hai potuto…?, Qual è il problema?, Di chi è la colpa? Cosa manca per poter…?” o altre domande simili.
E allora, qual è la discriminante che ci porta verso le domande “orientate alla soluzione” o verso le altre? Cosa c’è di diverso nelle situazioni in cui usiamo questa differente tipologia di domande?
Provate a riflettere sui seguenti spunti:
- In quali occasioni usiamo le domande orientate alla soluzione?
- Con chi?
- Che caratteristiche hanno le persone con le quali ho utilizzato queste domande?
- Cosa notano di diverso i miei interlocutori?
- Cosa ottengo di diverso quando pongo queste domande?
Ed infine: su una scala da 1 a 10, dove 10 rappresenta un passo da gigante verso la soluzione di uno specifico problema e 1 è esattamente l’opposto, dove posizionereste le domande “orientate verso la soluzione” e dove le altre?
Condividete sotto l’articolo le vostre osservazioni!

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