Ciò che i partecipanti vogliono… (o vorrebbero).

Ciò che i partecipanti vogliono… (o vorrebbero).

Progettare un percorso formativo ad elevata efficacia è possibile, ma bisogna fare un passo indietro e dare voce ai partecipanti.

Confesso, ci sono cascato anche io. Anzi, ho perpetrato l’errore per anni!

In perfetta buona fede, almeno fino a quando ho aperto gli occhi; anzi, fino a quando qualcuno mi ha spiegato che “l’esperto del problema (e quindi della relativa soluzione) è colui che ci convive tutti i giorni“. Di fronte a questa innegabile ed allo stesso tempo banale verità le mie certezze hanno barcollato. Anni di analisi dei fabbisogni formativi, di focus group con i responsabili di linea, di interviste con un campione dei partecipanti, di co-progettazioni fatte a quattro mani con HR, si sono sbriciolati e la realtà si è presentata nuda davanti ai miei occhi (come diceva Battisti): tutto sbagliato!

Eppure l’idea è semplice e alla portata di tutti. Se ti fa male un ginocchio sei tu che vai dall’ortopedico, non tuo cognato per te; lui ti fa delle domande a cui tu rispondi e lui, sulla base delle sue conoscenze, ti suggerisce cosa fare. Ma dopo che tu gli hai raccontato per filo e per segno il tuo problema, con le tue parole, nella tua lingua…

Certo, non è facile chiedere ad un intero reparto cosa c’è che non va nel loro lavoro e come potresti dare loro una mano; devi fare i conti con l’ovvio timore di esporre i propri limiti, con qualche umano risentimento verso qualche altra parte dell’azienda, devi evitare che il tutto si trasformi in un conflitto o in uno scarico di responsabilità…

Insomma, i rischi di fare errori sono alti…

E, in più, devi assumere una posizione di “non conoscenza”, di “non esperto” rispetto alla situazione che hai davanti, evitando di “inquinare” con la tua esperienza ciò che i partecipanti ti dicono…

Ecco: è proprio in questo che il Solution Focus esprime tutta la propria forza. Mettere a proprio agio le persone, senza giudicarne le idee ed i comportamenti, dar loro una mano ad osservare la situazione da angolazioni diverse e più utili; farle riflettere su ciò che già funziona e sulle possibilità di azione… D’altra parte essendo un approccio di coaching fa leva esattamente sulle due caratteristiche della consapevolezza e della responsabilità.

Ecco: questi sono gli obiettivi del Virtual Meeting di Martedi 21, dalle 9 alle 11: condividere le mie esperienze con una metodologia che, se ben sfruttata può essere estremamente utile in questo campo.

Ed è per questo che è un meeting a pagamento. Il numero di presenti sarà volutamente ristretto ad un massimo di 8 persone proprio per dare più spazio possibile ai casi reali ed alle domande.

Questi i macro argomenti:

  • preparare la scena: i presupposti del Solution Focus applicabili al team coaching per la progettazione della formazione
  • il processo per definire bisogni: cosa significa realmente co-creare
  • la fase post percorso formativo: la valutazione dei risultati ottenuti

Vuoi partecipare? Porta con te anche un caso reale. Lo analizzeremo insieme.